Oggi si consiglia a… chi ama dormire (anche troppo)

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Ma anche se “pata” vuol dire “piede” in spagnolo, il suffisso gon è privo di significato. Παταγος, però, in greco, vuol dire “muggito” o “digrignar di denti” è poiché Pigafetta descrive i patagoni “muggenti come tori” si potrebbe immaginare che ci fosse stato tra l’equipaggio di Magellano un greco sfuggito ai turchi.

Se la settimana scorsa si suggeriva per gli insonni, questa settimana leggiamo qualcosa per i loro opposti: i ghiri, nel sentire popolare, coloro i quali si addormentano con facilità e dormono con gusto e piacere. A volte anche troppo. Serve quindi qualcosa che faccia venire loro voglia di abbandonare il caldo rifugio delle coperte, in questo periodo più attraente che mai.

Non c’è persona che non conosca, almeno per sentito dire, In Patagonia di Bruce Chatwin. Secondo quando ci racconta la voce di questo affascinante scrittore, la Patagonia era una destinazione presente sin nei suoi sogni di bambino. Ipnotizzato da una pelle di brontosauro, eredità di famiglia, nel 1974, poco più che trentenne, Chatwin fa quello che molti di noi sognano di fare da una vita: si licenzia, lascia un biglietto attaccato al frigo con su scritto “Sono andato in Patagonia” e parte. La gira, la studia e la conosce e partorisce questo diario di viaggio ricco di digressioni e regala ad ogni lettore l’impressione di essere con lui durante questo folle viaggio.

Con i tempi che corrono, fare come lui sarebbe difficilme: se non altro perché non è così scontato avere un lavoro dal quale licenziarsi con animo leggero. Tolkien però diceva che anche solo una passeggiata serale può essere considerata un viaggio, basta che ci abbia portato qualcosa in più. Pertanto esorto i ghiri a leggere questo volume. Per lanciarsi all’avventura, piccola o grande che sia. Per capire quanto si perdono poltrendo e quante cose ci sono fuori. Per dare una scossa anche a chi rischia di impigrirsi mentalmente. Personalmente, ritengo utile rileggerlo, di tanto in tanto, per ricordarmi di non sedermi e fossilizzarmi troppo.

Ha molteplici abbinamenti, ma letto in questa stagione, va indossato con una giacca di velluto, calda e comoda per muoversi. Per un classico della letteratura, serve un classico del guardaroba. Certo, se la giacca ha anche le toppe sui gomiti, allora abbiamo fatto davvero centro.

Jules

RIASSUNTO IN 35 PAROLE
Una delle terre più suggestive del mondo vista attraverso gli occhi dello scrittore, antropologo, esperto d’arte, archeologo più affascinante del secolo scorso che ne ha tracciato una panoramica ormai simbolo di ogni viaggio

 

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