Relax: fate i gatti!

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Il gatto, se non si bruciacchia il mantello tigrato, rimane al caminetto e soddisfatto vi si siede dentro: ma una volta lucido, scapperà dal suo angoletto a giocare con la coda o a divertirsi al sole; si leccherà il muso rotondo e salterà ovunque per mostrare il suo mantello e per essere ammirato (Geoffrey Chaucer)

Don Pierrot, come tutti i gatti viziati e coccolati, sviluppò una piacevole amenità di carattere. Condivideva la vita della casa con tutti quei piaceri che i gatti trovano nell’intimità del focolare domestico. Seduto al suo solito posto accanto al camino, sembrava veramente capire quello che gli veniva detto e sembrava esservi anche molto interessato (Théophile Gautier)

Non so se valga per tutti, ma nel mio parlato quotidiano uso parecchie metafore animalesche: quando ho mangiato troppo mi definisco “un pitone che sta digerendo una gazzella”, quando voglio essere pigra dico che “sto facendo il gatto”.

Fare il gatto leggendo brani che parlano di gatti aiuta ad entrare nello spirito giusto. Rende più giusto rotolarsi tra le coperte, stiracchiarsi senza motivo apparente, pretendere che qualcuno ti porti una tazza di tè perché sei troppo pigra anche solo per alzarti.

Fare il gatto leggendo brani di gatti e indossando degli orecchini tintinnanti che possono distrarti e spingerti a giocherellare è ancora più corretto. Fate i gatti con questi estratti tratti da narrativa, saggistica e lirica e rilassatevi. Non c’è nulla di più giusto.

Jules

Shopping natalizio: per nerd e scrittori

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L’angoscia di scrivere la parola fine e scoprire di aver prodotto un’enorme vaccata che ti ha occupato per un ventennio. Meglio fantasticare sul possibile, splendido, futuro romanzo che diverrà, no?

Leggenda statistica vuole che gli uomini siano meno lettori delle donne. Sta in quel bagaglio di conoscenze comuni insieme al fatto che non sappiano distinguere più di sedici colori come le impostazioni base Windows e che si scordino sempre le date importanti. Di vero c’è che regalare un libro ad un uomo è sempre affare complicato: certo, ci sono i generi “franchi” come i romanzi storici o la fantascienza, ma voler andare più sullo specifico diventa difficile. Se volete imbarcarvi nello shopping librario anche per un uomo, consiglio Lo scrittore deve morire, romanzo a quattro mani di Gianluca Morozzi e Heman Zed (tra l’altro padovano quindi divento un po’ di parte).

La storia di due scrittori falliti che si imbarcano in un assurdo tour promozionale del loro ultimo e penoso lavoro, ha del grottesco: si spinge fino al surreale in certe situazioni, fa ridere in maniera incorrect e sta benissimo addosso a due categorie di uomini:

a) quelli con velleità da scrittori (e sono molti più di quelli che non possiate immaginare) dotati di autoironia (sono un po’ meno, ma esistono).

b) i nerd di vario livello, per portarli fuori dai loro soliti generi, ma senza sconvolgerli troppo. Sono animali abitudinari.

L’abbinamento per entrambe le categorie è una maglietta con sopra fumetti, cartoni, videogame: così la categoria A si farà una sana risata e la B sentirà di non essere uscita troppo dai terreni conosciuti.

Jules