Relax: fate i gatti!

gatto-domenica

Il gatto, se non si bruciacchia il mantello tigrato, rimane al caminetto e soddisfatto vi si siede dentro: ma una volta lucido, scapperà dal suo angoletto a giocare con la coda o a divertirsi al sole; si leccherà il muso rotondo e salterà ovunque per mostrare il suo mantello e per essere ammirato (Geoffrey Chaucer)

Don Pierrot, come tutti i gatti viziati e coccolati, sviluppò una piacevole amenità di carattere. Condivideva la vita della casa con tutti quei piaceri che i gatti trovano nell’intimità del focolare domestico. Seduto al suo solito posto accanto al camino, sembrava veramente capire quello che gli veniva detto e sembrava esservi anche molto interessato (Théophile Gautier)

Non so se valga per tutti, ma nel mio parlato quotidiano uso parecchie metafore animalesche: quando ho mangiato troppo mi definisco “un pitone che sta digerendo una gazzella”, quando voglio essere pigra dico che “sto facendo il gatto”.

Fare il gatto leggendo brani che parlano di gatti aiuta ad entrare nello spirito giusto. Rende più giusto rotolarsi tra le coperte, stiracchiarsi senza motivo apparente, pretendere che qualcuno ti porti una tazza di tè perché sei troppo pigra anche solo per alzarti.

Fare il gatto leggendo brani di gatti e indossando degli orecchini tintinnanti che possono distrarti e spingerti a giocherellare è ancora più corretto. Fate i gatti con questi estratti tratti da narrativa, saggistica e lirica e rilassatevi. Non c’è nulla di più giusto.

Jules

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