Il menù delle feste

Sarete tutti presi ad organizzare i pasti natalizi e siete di corsa per gli ultimi regali. Io ho appena terminato i regali e sto controllando le cose che mancano per i vari menù di vigilia e Natale. Purtroppo, non sarà l’inizio di due settimane di pace e vacanza: il lavoro continua, con un po’ di fatica. Essendo questo piccolo spazio di web nato per darmi la libertà di espressione e di gestione, ho deciso che, almeno qui, mi concedo un paio di settimane di riposo e mi dedico alla lettura. Rimpolpo la libreria, fisica e mentale, studio nuovi abbinamenti e provo a sviluppare un paio di idee che nel frattempo mi stanno tintinnando in testa.

Prima di fare vacanza però ci tengo a condividere con voi il mio menù delle feste. Se è vero che in questo periodo si mangia di più, perchè non fare lo stesso con la lettura? Ecco il mio buffet.

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Esercitando un mio diritto imprescrittibile, spizzicherò e smangiucchierò un po’ da ogni piatto per meglio valutare e per saziare ogni angolino. Mi riservo il diritto di aggiungere pagine e di non finire una pietanza. Oppure di congelarla e mangiarla con calma nei prossimi tempi.

Il mio consiglio e augurio per queste feste è questo: state caldi, mangiate bene e leggete tanto. E vi auguro, chiaramente, di trovare tanti libri sotto l’albero.

Jules

Libri del lunedì: quando fuori la città non si vede

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Al centro di Fedora, metropoli di pietra grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città azzurra che è il modello di un’altra Fedora. Sono le forme che la città avrebbe potuto prendere se non fosse, per una ragione o per l’altra, diventata come oggi la vediamo. In ogni epoca qualcuno, guardando Fedora qual era, aveva immaginato il modo di farne la città ideale, ma mentre costruiva il suo modello in miniatura già Fedora non era più la stessa di prima, e quello che fino a ieri era stato un suo possibile futuro ormai era solo un giocattolo in una sfera di vetro.

Com’è il meteo da voi? Qui siamo immersi nella nebbia: ieri sera e stamattina, i profili della città erano solo intuibili. Affascinante ed emozionante, se si può stare a casa, un po’ deprimente se bisogna uscire. Di lunedì poi non ne parliamo.

Per ovvia e scontata associazione di idee Le città invisibili mi è venuto in mente come libro per il lunedì. Con un esercizio di immaginazione si può ricreare qualunque posto, venarlo di letterario e renderlo migliore di quanto non sia. In tanti l’hanno già letto, immagino, e sanno quindi che, pur con tutta la sua magia, questo itinerario di viaggio fantastico ha una vena malinconica: meglio controbilanciare con un indumento sgargiante, fosse anche solo un calzino giallo limone. Non essendo io tipo da fantasie vivaci, ho optato per un cappello di lana rossa. Fa Natale ed è anche utile per essere un punto fiammeggiante in mezzo al mare di nebbia.

Ora aspettiamo la neve. Non dovrebbe tardare…

Jules

Relax: apologia della chick lit

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Non serve esagerare. È sufficiente una cerimonia semplice ed elegante. Niente eccessi né stravaganze. In fondo, Romeo e Giulietta non hanno avuto bisogno di un matrimonio sfarzoso con caviale e vol-au-vent, no? Anzi, forse dovremmo sposarci in segreto, come hanno fatto loro. All’improvviso vedo me e Luke inginocchiati davanti ad un prete italiano nel cuore della notte, in una piccola cappella di pietra. Dio, come sarebbe romantico! E poi, per qualche motivo, Luke penserebbe che sono morta e si suiciderebbe, e io pure, e sarebbe una storia incredibilmente tragica.

Qualcuno ha riconosciuto lo stralcio, lo so. Non sarà famoso come l’incipit di Anna Karenina, ma tra le seguaci del genere il nome Luke e le bislacche fantasie sono il marchio di fabbrica per le avventure di Becky Bloomwood, eroina della serie I love shopping nata dalla mente di Sophie Kinsella. Per chi ancora navigasse nel buio, il genere è quello della chick lit.

Normalmente, citare questo filone letterario genera le più varie reazioni di perplessità, educato disgusto o, al limite, una bonaria risata. Mi permetto una breve metafora apologetica perché, diciamolo, a me la chick lit piace parecchio. La trovo un po’ le caramelle della letteratura. Non saranno gli spinaci, ricchi di proprietà nutritive e salutari (potremmo identificarli in Dostoevskij), ma danno quel senso di dolce e contentezza facile che gli spinaci, per quanto buoni, non potranno mai offrire. E a me gli spinaci piacciono. Detto questo, se la mia libreria offre una serie di titoli seri e rispettabili, l’e-reader trabocca di romanzi di genere: alcuni belli e ben costruiti, come quelli della Kinsella, altri meno ben fatti, ma comunque gradevoli. Tant’è che se voglio veramente rilassarmi prendo un paio di romanzetti e passo un pomeriggio a leggerli e rileggerli.

Ovviamente il consiglio di oggi è per le sole donne, non mi spingo a suggerire ad un uomo di addentrarsi nei meandri rosa di queste pagine. Beveteci su una tisana rilassante e godetevi il week end di pace prima delle grandi abbuffate di Natale.

Se siete amanti del genere e già avevate riconosciuto la citazione, non vergognatevi! Io sono al lavoro e, per pausa pranzo, mi sono portata I love shopping in bianco in borsa. Giusto da gustare con il caffè.

Jules

Shopping natalizio: Sirius, il cane nella storia

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Il cagnolino prova compassione per quest’uomo vecchio e malato il cui mondo sta crollando. Sirius odia Hansi per questo, e Hercules sarebbe felice di saltargli alla gola per vendicare Levi. Non sono tutti lo stesso e unico cane?  E il cane deve stare attento a non perdere il senno. Non soltanto lui.

Sotto Natale gli scaffali dei supermercati si riempiono di panettoni e pandori, le pareti delle librerie di romanzi e storie su cani e gatti ai più vari livelli di commozione. Da Lilli e il Vagabondo in poi il regalo di un animale domestico è associato al Natale. Chi per questioni logistiche non può effettivamente prendere un Marley o una Lilli in carne ed ossa, ripiega sui loro doppi in carta. Carini, tutti, ma essenzialmente ripetitivi.

Cosa regalare quindi ad un lettore possessore di cane? Sirius, il forx terrier che (quasi) cambiò la storia è una piacevole variante. Finalmente ci troviamo di fronte ad un cane che non è solo supporto affettivo per i propri padroni, ma è un intelligente spettatore della storia e  protagonista, a volte involontario, di grandi eventi. Tenero, a tratti, ma mai stucchevole e offre una visione dei tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale con un tocco di levità. Me lo immagino perfetto come lettura per proprietari di cani un po’ agèe (sia l’umano che il cane) e pertanto perfettamente abbinabile con un porta sigari. Mi risulta irresistibile l’immagine di un signore, con il cappello, che fuma seriamente un sigaro mentre legge il giornale e attende che il proprio dignitoso cane finisca di giocare e annusare tutto intorno.

Giusto per smentire il cinismo delle prime righe, ho passato Natali a leggere e piangere su storie di cani. E non è per niente escluso che riguardi Lilli e il Vagabondo una di queste sere.

Jules

Oggi si consiglia a… i timidi

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Margherita si accorse d’essere sola con la luna che volava a sinistra sopra di lei. Da un pezzo i capelli di Margherita s’erano aggrovigliati insieme e il chiaro di luna le lambiva il corpo con un sibilo. Dal fatto che in basso le due file di luci rade si erano fuse in due linee ininterrotte e dalla rapidità con la quale scomparvero, Margherita intuì che volava a una fantastica velocità e fu sorpresa di non rimanere senza fiato.

Ci sono determinati libri che tutti abbiamo detto di aver letto. Don Chisciotte, Cuore di tenebra, Delitto e Castigo, L’insostenibile leggerezza dell’essere: sono romanzi che ogni persona che si fregia del titolo di “lettore” deve aver assimilato. O quanto meno deve averne imparato la trama e un paio di dettagli per poterne parlare con cognizione di causa. Normalmente, si leggono durante l’adolescenza, in cerca di nuovi spunti sul mondo o per affermare la propria indipendenza e raffinatezza culturale. O per rimorchiare le ragazze all’università, insomma un motivo più o meno valido c’è sempre.

Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov è uno di questi.Tutti direte di averlo già letto, ma chi l’ha effettivamente fatto è un numero più esiguo di quanto non si creda. Io l’ho letto nel 2014 per la prima volta, ormai, a livello letterario, un po’ più matura dell’adolescente che lo abbandonò dodici anni prima insieme a Jane Austen. Ho amato la visione beffarda e a tratti comica del male, la raffinatezza dell’eloquio e la sfrenatezza del festino finale. Lo considero il regalo perfetto per i timidi. Parlo sia dei timidi classici, riservati e silenziosi di tutte le età, in modo che provino quel desiderio di scatenarsi e fare qualche piccola pazzia, perchè a questo porta Bulgakov; ma lo consiglio anche ai timidi letterari, di quelli che ancora non hanno fatto coming out dichiarando di non aver letto questo imprescindibile capolavoro russo. Abbinatelo a una mantella in lana: i timidi hanno spesso freddo e poi bisogna pur sopravvivere ai rigori dell’inverno russo.

Ah, sì: nell’elenco che ho presentato all’inizio c’è un libro che non letto, benché sia fondamentale. Qual è? Forse sono un po’ timida anch’io per rivelarlo.

Jules

 

Libri del lunedì: caffè, in tutte le possibili forme

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Finalmente capii la tazza indiana. Ogni religione ha la sua bevanda sacra: i cristiani e gli ebrei hanno il vino; i buddisti il tè; i musulmani il caffè. Per gli indù è il latte della vacca sacra. Tutto ciò che mi aveva reso perplesso si era chiarito: l’uomo che aveva criticato chi mi aveva preparato il caffè per aver “annacquato il suo latte”; gli enormi tini di latte condensato usato per preparare il caffè “speciale”; lo sguardo perplesso dei venditori, quando avevo chiesto una tazza di caffè nero.

Il lunedì dopo un ponte è sempre più difficile degli altri. Sia che abbiate fatto vacanza sia che, come la sottoscritta, abbiate lavorato senza guardare i giorni rossi sul calendario, serve qualcosa che vi faccia affrontare la giornata. Caffè, caffè, caffè. In tutte le sue possibili forme. Se questa mattina avessi avuto del profumo al caffè me lo sarei spruzzato fin sui capelli: altro che le famose due gocce di Chanel n. 5!

La tazzina del diavolo del reporter americano Steward Lee Allen vi può aiutare. Della serie Feltrinelli Traveller e quindi di formato compatto e utile per i viaggiatori (del mondo o anche solo pendolari), racchiude tra le sue pagine tante cose: è un diario di viaggio, un trattato di gastronomia, di storia ed etnografia. Tutto legato alla bevanda miracolosa che ci fa alzare ogni mattina: leggende, storie vere e abitudini alimentari da ogni parte del mondo ci aiutano a comprendere un po’ di più e quindi ad amare questa mistura diabolica.

Visto che il caffè mi serviva in ogni possibile forma, l’ho abbinato ad un anello a forma di tazza fumante. Nello specifico e se si tratta di un regalo, l’anello è di Design Tun (senza h!), designer brasiliani estremamente sfiziosi (qui le loro creazioni http://www.designtun.com.br/ ). Spero che tutto ciò vi aiuti, almeno fino all’ora socialmente accettabile in cui si può sostituire il caffè con qualcosa di più forte.

Jules

Relax: favole sotto l’albero

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Immagino sia la prima domenica di albero di Natale. Se siete tradizionalisti, giovedì 8 avete rispolverato le decorazioni e seminato aghi di pino e brillantini per ogni angolo della casa. Vale la pena godersi l’atmosfera e leggere, ben avvoltolati, vicino alle luci intermittenti. Qualunque sia la vostra età, una buona scorpacciata di favole è il modo migliore per inaugurare il periodo natalizio; adatte sia a leggere da soli che in caso di bambini per casa. Ve ne leggo giusto un paio di brani?

Nel tempo remoto non c’era nulla: non sabbia, non mare, né gelide onde; non esisteva la terra e neppure la volta del cielo, l’erba non cresceva in alcun luogo. C’era soltanto il Ginnungagap, la voragine immane. Tuttavia l’abisso degli abissi non era vuoto; vi erano in essi due mondi contrastanti: a settentrione Niflheim, la dimora delle nebbie, territorio di duri ghiacci e di nevi esistenti da innumerevoli ere; a mezzogiorno Muspell, la dimora dei distruttori del mondo, regione di fiamme e calore ardente impenetrabile allo straniero e a chi non vi era nato, poiché ai suoi estremi confini risiedeva, fin dagli inizi dei tempi. Surt il Nero, che a Ragnarok avrebbe mosso a devastare il mondo con la sua spada fiammeggiante.

Io inizio con ordine, dall’alba dei tempi nella mitologia scandinava.

Oltre a tutte le belle musiche irlandesi, egli aveva una sua aria assai strana, la più stramba che si fosse mai udita, poiché nel momento che attaccava con quella, ogni oggetto della casa pareva sul punto di ballare: piatti e ciotole tintinnavano sulla credenza, i paioli e i loro ganci dondolavano nel camino e alcuni pensarono persino di sentire le sedie muoversi sotto di loro. Ma, comunque avvenisse per le sedie, quel che è certo è che nessuno riusciva mai a starvi seduto a lungo, poiché vecchi e giovani si buttavano sempre a saltare di qua e di là più che potevano.

E poi una favola irlandese su un suonatore diabolico di cornamusa.

Chiaramente, abbinatele con cibi quali biscotti, caramelle, marshmallow: tutto ciò che fa Natale e vi fa tornare bambini va bene. Voi che favole sceglierete per questa domenica di fine ponte?

Jules

Shopping natalizio: il regalo per la suocera

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Eravamo sposati da tre mesi e io cominciavo a pensare che fosse ora di liberarmi di mia moglie. Frugai nella serra e nel capanno degli attrezzi, ma contenevano solo sostanze non tossiche, tipo cera da innesti, calcare in polvere, muschio di sfagno eccetera. Tornai in casa -Herrietta dove tieni i veleni? Voglio dire, gli spray e le cose del genere che si usano in giardino?-

– Mio caro, noi usiamo il metodo biologico. A cosa ti serve il veleno, caro?

– Ho visto un maggiolino su un arbusto-.

Altra categoria con difficile scelta per i regali è la suocera, sia da parte maschile che da parte femminile. Sicuramente stiamo giocando sui cliché, ma ascoltando conversazioni varie, risulta che la persona più difficile da accontentare sia proprio la madre del proprio partner.

I racconti di Jack Ritchie, noir con finali imprevedibili, fanno al caso. Portati alla conoscenza del grande pubblico con il film omonimo interpretato da Walter Matthau nel 1971, sono racconti che vanno bene sia come lettura da post pranzi natalizi che come libro da ombrellone per le prossime vacanze (in caso il soggetto non fosse un vorace lettore). Attenzione: non cadete nella tentazione di abbinarla ad un foulard che, sempre dalle conversazioni varie e casuali, sembra essere la scelta di ripiego che va per la maggiore. Meglio un profumo: io consiglio l’assenzio, ma una qualunque fragranza dal nome vagamente pericoloso andrà bene.

Inoltre, se il soggetto è sospettoso, potrà immaginare chissà quali loschi piani celati dietro un volume con tale titolo. Progettate forse di uccidere la figlia (o il figlio in base a come lo declinate) per ereditare? Forse il profumo contiene qualche sostanza letale? Se invece è di spirito leggerà E’ ricca la sposo l’ammazzo e passerà tutta la cena ad analizzare con attenzione ogni portata.

Jules

 

Oggi si consiglia a… i precisini

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Mio caro Malacoda,

le proposte da dilettante che appaiono nella tua ultima lettera mi suggeriscono che è ormai tempo che ti scriva esaurientemente sul penoso argomento della preghiera. Avresti potuto fare a meno di dire che il mio consiglio relativo alle preghiere per la madre “si è dimostrato singolarmente sfortunato”. Non sono cose che un nipote dovrebbe permettersi d iscrivere a suo zio e neppure un Tentatore jr al Sottoegretario di una sezione. Quel tuo modo di fare rivela pure un desiderio di scaricare le responsabilità.

Tutti noi conosciamo delle persone precise. Non precisi nel senso di ordinati, ma nel senso di “maestrini dalla penna rossa”. Questo modo di dire, lasciatoci in eredità dal libro Cuore (insieme ad un desueto e anacronistico sentimento monarchico e di amor di patria) indica quelle persone che sanno sempre meglio di te cosa dovresti fare. Non è una caratteristica necessariamente negativa perchè, il più delle volte, i precisini hanno ragione. Suscitano un certo livello di fastidio nell’interlocutore, ma spesso centrano il punto.

Se vi riconoscete nella descrizione o avete amici che hanno la spilla di P appuntata sul bavero della divisa, allora Le lettere di Berlicche di C.S. Lewis (più noto per Le cronache di Narnia) è una chicca che non si può perdere. Di sapore vagamente senecano vista la forma epistolare senza risposta del destinatario, questo manuale di formazione per giovani diavoli tentatori è un inno alla genìa dei precisini. Berlicche è un diavolo eccezionalmente pedante, cattedratico, ma che conosce alla perfezione il suo lavoro. Abbinatelo, se è un regalo, ad una penna, ovviamente. Vedrete che sia che si prenda sul serio e sia che abbia un po’ di sense of humor, il precisino apprezzerà immensamente.

Il fatto che io già possegga una penna rossa unitamente a questo volume è da considerarsi un fatto puramente casuale.

Jules

 

Libri del lunedì: per battere la morte dell’inizio settimana

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Nat: Mi dia un po’ di tempo. Ventiquattr’ore.

La Morte: A che ti serve? La radio ha detto che domani piove.

Nat: Non possiamo inventarci qualcosa?

La Morte: Ad esempio cosa?

Nat: Gioca a scacchi?

La Morte: No, non gioco.

Nat: Una volta ho visto un film in cui giocava a scacchi.

La Morte: Forse era gin rummy.

Nat: Gioca a gin runny?

La Morte: Gioco a gin runny? Parigi è una città?

Il mio insegnante di Tai Chi, una volta chiese alla classe quali fossero le tre forze che governavano la nostra vita. Credendomi molto spiritosa, risposi: la morte, le tasse e il puntuale arrivo del lunedì. Ricordo ancora il silenzio pieno di disapprovazione. Comunque il Tai Chi non faceva per me.

Tutte e tre queste forze inarrestabili si possono prendere con lo spirito giusto e una certa leggerezza, a volen ben guardare. Basta sfidare la Morte a carte e barare spudoratamente per ottenere una proroga di ventiquattr’ore; telefonare per tempo agli uffici del CAF in modo che compilino loro il 730; infilare nella borsa del lunedì Rivincite di Woody Allen. Sottile, sia di formato per stare bene con tutte le cianfrusaglie del lunedì, che di umorismo. Dal titolo che risolleva e composto di racconti che si mangiano al massimo in dieci minuti, giusto giusto il tempo del panino. Consigliato per l’inizio settimana o come regalo per chi ha subito un brutto periodo di lavoro.

Woody Allen da sempre divide: o si odia o si ama. Se lo amate (facile) il lunedì sarà più leggero. Se lo odiate (ma come potete?) avrete di che criticare e i vostri problemi di inizio settimana sembreranno più leggeri.

Jules